Ricordo con molto piacere un progetto realizzato dalle educatrici di un Centro Gioco che ospitava bambini da uno a tre anni che al mattino era frequentato da soli bambini e al pomeriggio da due nuclei diversi di bambini accompagnati ognuno, da un adulto di famiglia.
La grande presenza dei nonni al pomeriggio, i dialoghi e le conversazioni condotte dalle educatrici, ma anche le narrazioni che nascevano spontaneamente, fra nonne/i, madri/padri, avevano suggerito alle eucatrici di promuovere un percorso finalizzato a ricostruire la storia familiare di ogni bambino attraverso la raccolta di fotografie e oggetti che appartenevano ai bambini, e all'infanzia gei gentori e dei nonni.
A dare valore aggiunto all'idea c'era il fatto che alcune famiglie erano originarie di paesi extraeuropei, per cui la raccolta del materiale fu complessa e lunga, ma il risultato fu straordinario
Fu davvero emozionante assemblare con i genitori fotografie, giocattoli, abiti e oggetti attinenti l'alimentazione e l'igiene personale di tre generazioni e realizzare una mostra da collocare nella circoscizione di appartenenza del servizio.
Successivamente, nel percorrere la mostra con qualche genitore e nonno durante l'inaugurazione mi resi conto di quanto fosse importante recuperare le radici, di quanto fosse interessante constatare quanto molti bambini fossero somiglianti ai loro nonni alla stessa età, di quanto fossero cambiati i costumi. Non solo gli abiti, ma anche il modi stare insieme fra adulti e bambini, i contesti, le abitazioni, i giocattoli, gli arredi.
Dalla mostra al catalogo, il viaggio nella memoria e nella storia di ognuno, divenne un'esperienza intergenerazionale corale di grande valore affettivo ed educativo, sia per i bambini che per gli adulti.