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Categoria: Ricordi d'infanzia

Un palco in una scuola elementare molti anni fa… un pomeriggio degli anni ’60. Il direttore della scuola, un insegnante accigliato, severo e grosso da a tre alunni il permesso di cantare nell’auditorium vuoto. Io canto con la mia migliore amica Tuula. Non ricordo che canzone fosse. Prima che iniziassimo a cantare il direttore accese il registratore. L’esibizione finì e dopo un istante l’auditorium si riempì di bellissime voci femminili. Che gioia e che meraviglia. Erano le nostre voci!

Quando ero piccola la diffusione della tv a colori fu una vera e propria novità. Era così bello guardare “Cavallo nero” e “Il Clown Hermanni” a colori. Finalmente il suo naso era rosso e il cavallo nero realmente nero. Guardavo quel “miracolo” con mio fratello e i miei amici. Organizzavamo anche serate a tema con film per bambini. La tele era il centro della nostra sala da pranzo ed era una specie di rito guardarla. Quelli si che erano giorni! Oggi il primato della televisione è passato a Internet e in generale alla diffusione dell’informazione. Le informazioni vanno e vengono in continuazione fino ad averne noia!

Durante gli anni della scuola dell’infanzia alla sera trascorrevo del tempo con i bambini – leggendo storie, parlando di ciò che succedeva a scuola. Queste chiacchierate serali continuarono negli anni delle elementari, di modo che sapevo sempre molto di ciò che accadeva loro quando non eravamo insieme e anche che cosa pensavano. Ero felice di queste chiacchierate; persino ora che sono adolescenti parliamo delle loro e delle mie esperienze. Così anche questa età particolare la stiamo vivendo serenamente senza i problemi tipici. Credo che per avere buone relazioni con gli adolescenti è necessario lavorare sui rapporti sin dalla prima infanzia.

Alla nostra figlia più piccola piaceva dormire di mattina e quando doveva andare all’asilo era letteralmente sconvolta. Piangeva e farla uscire era un’impresa. Così escogitai una soluzione. Quando la svegliavamo iniziavo a raccontarle storie. La prendevo in braccio e la portavo all’asilo che fortunatamente non era distante da casa. Lungo la strada continuavo a raccontarle storie. Funzionava. Risolvemmo il problema. Credo che questo sia il modo giusto di affrontare le cose. Purtroppo tutti noi siamo così stressati e di corsa che non capiamo di cosa hanno bisogno i nostri bambini. Come diceva il poeta Serbian Rsumovic: un bambino non è un giocattolo per grandi, un bambino è un bambino, da amare e capire.

Un altro ricordo molto vivo della mia infanzia riguarda i momenti trascorsi fuori in cortile a giocare con altri bambini del palazzo. Non era uno spazio attrezzato, c’era solo un piccolo giardino eppure insieme ci divertivamo molto. I giochi erano quelli tradizionali: il classico nascondino, il gioco della corda, il tris o il gioco della luna o del sole. Ciò che era possibile per noi bambini di allora e che è sempre meno concesso ai bambini di oggi, era la possibilità di accedere a spazi sicuri in cui potersi autogestire. Andare fuori a giocare rappresentava per tutti noi un momento di libertà e allo stesso tempo la presa in carico di una piccola responsabilità visto che ognuno aveva un orario da rispettare.
Roberta, Coordinatrice didattica, 42 anni, Paese: Italia

I miei ricordi più cari d’infanzia riguardano i momenti vissuti con i miei nonni. Oggi è cambiata la qualità del tempo dei nonni, molti di loro sono ancora impegnati in attività lavorative, hanno meno tempo da dedicare ai loro nipoti. Questo certamente indebolisce il legame relazionale tra nonni e bambini e poi non permette, o per lo meno rende più difficile, la trasmissione dei saperi e delle esperienze del passato che una volta veniva affidata proprio a loro. Così capita che i bambini vengono a scuola credendo che le fragole crescano sugli alberi o che addirittura arrivino naturalmente dal supermercato…
Roberta, Coordinatrice didattica, 42 anni, Paese: Italia

2011 1 feb

I nonni

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I ricordi della mia infanzia sono legati ai miei nonni paterni che nei primi anni della mia vita si sono particolarmente presi cura di me per il fatto che mia mamma aveva problemi di salute.

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Una cosa che ricordo molto volentieri ripensando ai bei soggiorni che passavo a Napoli da piccola è il profumo delle pastiere appena sfornate e riposte da mia nonna tutte in fila, nel salone, sopra al pianoforte e sulla credenza che era al fianco di quest’ultimo.

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Da piccola trascorrevo le Pasque e le estati a Napoli da mia nonna. Allora ricordo che diventavo parte di un gruppetto di ben 13 bambini, tutti miei cugini. I ricordi di quel periodo sono molto belli.

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Ricordo con piacere i pomeriggi passati a giocare con mia sorella e un’amica comune. Il nostro gioco preferito era quello della Molla. Era un gioco semplice perchè prevedeva solo l’uso di un nastro elastico legato alle estremità.

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In questi anni di lavoro mi è capitato di insegnare nella scuola materna che avevo frequentato da piccola. E’ stato molto strano rivivere quegli spazi che allora mi sembravano enormi. Ad ogni modo in questa scuola c’era una giostra che a noi bambini piaceva moltissimo. In particolare uno dei posti era contrassegnato da un bullone blu, mentre tutti gli altri da normali bulloni grigi.

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