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Archivi: Esperienze di lavoro

Fare l'educatrice è spesso piacevole, i bambini sono curiosi, unici, divertenti, interessanti. In un team di lavoro si parlava delle pratiche igieniche al nido e del significato che avevano  nello sviluppo delle autonomie, del linguaggio, della conoscenza del corpo e delle differenze di genere, fra maschi e femmine. Ci si raccontava come i bambini interpretavano i fatti che accadevano loro a casa, come si raccontavano e quali parole usavano...

Improvvisamente un'educatrice comincia  a raccontare, imbarazzata e divertita, un episodio accadutole pochi giorni prima. Il bambino di due anni era sdraiato sul fasciatoio in attesa che lei gli asciugasse con una salvietta i genitali e appena lavati... La madre del piccolo l'aveva informata che il figlio aveva subito un piccolo intervento al pene, il bambino aveva sofferto un po', che stava meglio, ma che i genitali erano arrossati per cui occorreva tenere asciutta la parte e mettere una pomatina specifica.

Il bambino aspettava... L'educatrice per toglierlo dall'empasse con voce suadente dice: " Sei un po arrossato, ma adesso ti sciugo bene e po ti metto la pomatina,,,"

Il bambino preoccupato, solleva la testa per guardare la parte lesa poi domanda  preoccupatissimo " Ma... ma... tata.... c'è ancora?"

E lei tranquilla e sorridente "C'è, c'è...non ti preoccupare, c'è ancora..."

C’era una volta un insegnante della prima infanzia che tentava di mettere su un proiettore. Dei bambini con le guancie rosse seduti ad aspettare qualcosa di speciale e meraviglioso da fare. Lo schermo nero che invitava mani piccole ed entusiaste a disegnare delle lettere. L’insegnante sfiorava e premeva dei bottoni, provando a toccare qui e lì. I bambini continuavano ad aspettare. Piccole spie iniziarono ad accendersi, le gambe a muoversi impazientemente. Si inizia? Sembrava una buona avvisaglia e invece il proiettore non andava…Le guance dell’insegnante si fecero più rosse. Il clima si appiattì. L’insegnante fu costretto a rinunciare. Forse domani andrà meglio. Bambini meravigliosi incoraggiarono l’insegnante ”Non preoccuparti, un giorno saprai come farlo andare!”.

Alla festa di primavera avevamo stabilito che i bambini ci avrebbero fatto vedere le foto delle vacanze estive. In autunno quindi all’inizio dell’anno scolastico ciascuno portò delle foto sulla chiavetta USB. Iniziammo così a creare un filmino. Il programma Movie Maker funzionava molto bene e i bambini erano contenti. Poi dopo aver montato il filmino provammo a masterizzarlo…e qui iniziarono i problemi! Non riuscivamo a mettere il filmino su cd\dvd. Abbiamo fatto vari tentativi, alla fine la soluzione è stata scaricarli sul pc, copiarli da una cartella e incollarli sul disco. Tutto è finito bene e la gioia dei bambini era al massimo quando videro i loro filmini.

Ciao, sono un’educatrice della prima infanzia, da sei mesi lavoro presso un nido d’infanzia. In questi mesi ho avuto modo di notare che già prima dei 3 anni all’interno dei gruppi ci sono bambini “leader” capaci di stabilire facilmente legami e relazioni con i loro coetanei e bambini invece che tendono ad essere esclusi dagli altri.
E’ normale che i bambini non si curino di alcuni loro compagni? E io in qualità di educatrice come posso intervenire positivamente in queste dinamiche relazionali (non gioco con te, non sei mio amico, lui è stupido, ecc.) per far si che tutti bambini abbiano delle esperienze positive sin dagli anni del nido?
 

Da 6 mesi e per 4 giorni alla settimana mi occupo come baby sitter di due bambini di 2 e 3 anni. Le cose vanno bene, i bambini si sono abituati alla mia presenza e anche con i genitori c’è un rapporto di fiducia. A volte però, soprattutto quando i piccoli litigano tra di loro mi sento impotente.
Ad esempio Lukas, il bimbo di 3 anni, per il suo compleanno ha ricevuto un trattorino a cui tiene molto. Non lo perde di vista un attimo, ma Vincent, suo fratello di 2 anni a volte glielo prende. Quando Lukas se ne accorge si precipita su suo fratello per strappargli il giocattolo dalle mani arrivando persino a tirargli calci e capelli. La scena prosegue con le grida di Lukas e il pianto di Vincent che rotolandosi a terra cerca di trattenere il trattorino con tutte le sue forze.
Poi dovrei intervenire io a sistemare le cose, ma come? Ho cercato di convincere Lukas a giocare insieme a suo fratello, ma in quei momenti non ne vuole sapere. Ho provato a persuadere Vincent a non prendere più i giocattoli di suo fratello perché sa che suo fratello si arrabbia molto, ma nulla. Mi chiedo ma come fanno i miei colleghi in questi momenti? Qualcuno ha un buon consiglio da darmi?

Nella nostra scuola dell’infanzia sono passati tanti animali: delle coccinelle, un piccolo gatto che ci viene a trovare nel giardino, alcuni passeri, alcuni lombrichi, parecchie mosche, api e purtroppo anche qualche vespa, durante l’estate.
La scorsa settimana, però, abbiamo ricevuto una visita speciale: un cagnolino! In un istante tutti i bambini della scuola si sono ritrovati intorno al cane, erano molto contenti. Il cane infatti sapeva anche fare dei giochi! A ciascun bambino fu permesso di giocare con l’animale: per esempio saltava sulla schiena di un bambino, correva tra le gambe di un altro, dava la zampa, metteva una moneta nel portafoglio, e poteva anche tenere un ombrello. I bambini erano felicissimi.
Nel programma di giochi naturalmente rientravano anche le coccole. La cosa più bella è stata vedere che alla fine anche i bambini più paurosi hanno accarezzato il cane. Poi ad un certo punto abbiamo dovuto salutare il cane, ma i bambini hanno continuato a parlarne e a ricordare i giochi fatti insieme e di come lui li avesse in alcuni casi anche leccati con la lingua.
Sono un’educatrice alla scuola materna ormai da 5 anni.
 

Ciao, sono un’insegnante della prima infanzia e la mia prima esperienza con i bambini l’ho avuta durante il mio percorso di formazione, con un gruppo di 6 bambini. In quell’occasione ho capito quanto i bambini potessero essere feriti dai giudizi espressi su di loro.
Ricordo che c’era un bambino con problemi di vista, un’insegnante ha notato il suo problema commentandolo di fronte a tutti e il bambino si è messo a piangere. Mi rattrista il fatto che non tutti tra i molti educatori ed insegnanti della prima infanzia operino con la dovuta sensibilità e rispetto di fronte a ciò che implica questo mestiere. Mi piace molto il mio lavoro, però vorrei fare di più per migliorare la condizione della prima infanzia nel mio paese, perciò vorrei approfittare di questo blog per confrontarmi con dei colleghi ed imparare.

Saluti da Monterrey, Mexico.
 

L’anno scorso ho avuto in classe una bambina che mi ha dichiarato da subito la sua antipatia nei miei confronti. Non le piacevo perché sostituivo la sua precedente insegnante a cui lei era molto affezionata, così faceva di tutto per mettermi alla prova, mi provocava, non riconosceva né il mio ruolo né la mia autorità. Io da parte mia le ho prima detto che mi dispiaceva di questo suo rifiuto perché contrariamente a quanto lei pensava di me, a me lei faceva una bella impressione; poi ho cercato di evitare lo scontro, di essere molto paziente, di rimproverarla solo se strettamente necessario e soprattutto di gratificarla appena possibile. In questo modo, mostrando sempre un atteggiamento d’apertura, giorno dopo giorno mi sono conquistata la sua fiducia. Alla fine la situazione si è praticamente ribaltata e a fine anno scolastico mi ha salutato con le lacrime agli occhi. E’ stata una bella prova professionale che alla fine devo dire mi ha dato una bella soddisfazione.
Insegnante scuole d’infanzia, 36 anni, Paese: Italia

In tanti anni di attività ho vissuto momenti molto belli. Uno di quelli che ricordo con più piacere è legato a un progetto sul linguaggio che mi ha permesso di utilizzare le competenze che avevo maturato come logopedista all’inizio della mia carriera lavorativa.

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Le situazioni lavorative più difficili riferite ai bambini le ho vissute invece con quelli rimasti orfani.

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Salve a tutti, dal 1981 faccio parte di una compagnia teatrale e dal 1990 mi dedico esclusivamente al teatro ragazzi. Oltre a scrivere storie ed a interpretarle, faccio laboratori di drammatizzazione nelle scuole dell'infanzia, nelle primarie e nelle secondarie di primo grado.

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