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Archivi: favole

In riferimento all'intervento "Le paure dei bambini e degli adolescenti" (27 marzo 2011), ripropongo bibliografia sulle fiabe arricchita con qualche titolo in più.

Ciao Lucy


Argilli M., Ci sarà una volta. Immaginario infantile e fiaba moderna, La Nuova Italia, Firenze, 1995.


Bettelheim B., Il mondo incantato, tr. it., Feltrinelli, Milano, 1977.

Brasioli A., Un sasso, un orso e un chicco di riso. Perché raccontare le fiabe ai nostri bambini, Il leggìo, Venezia, 2001.

Buhler Ch., Das Marchen und die Phantasie des Kindes, Barth, Munchen, 1958.


Calò A., Il mondo della fiaba e i bisogni psicologici del bambino, Milella, Lecce, 1981

Calvino I., Sulla fiaba, Mondadori, Milano, 1995.

Cambi F. (a cura di), Itinerari nella fiaba, ETS, Pisa, 1999.

Caprettini G.P., Dizionario della fiaba. Simboli, personaggi, storie delle fiabe regionali italiane, Meltemi, Roma, 1998.

Carloni G., La fiaba al lume della psicoanalisi, in "Rivista di psicoanalisi", n. 11, maggio-agosto 1963.

C'era una volta. Letture e prospettive del fantastico nell'editoria italiana contemporanea, Quaderno n. 15, suppl. a "Libri e riviste d'Italia", settembre-ottobre 1981.

Cerina G., Cinque saggi sul fiabesco, CUEC, Cagliari, 1992.

Crispiani P., Andar per fiabe. Alla ricerca dell'immaginario perduto, Armando, Roma, 1989.

Cumella A., La fiaba nello sviluppo mentale del bambino, TEV, Caltanisetta, 2002.


Dallari M., La fata intenzionale. Per una pedagogia della fiaba e della controfiaba, La Nuova Italia, Firenze, 1992.

Danisi A., Lo specchio velato. Viaggio nel racconto fiabesco, Levante, Bari, 1992.

Dekker T., Koorvan der J., Meder T., Dizionario delle fiabe e delle favole, tr. it., B. Mondadori, Milano, 2001.

Drewerniaun E., Cenerentola. La fiaba dei fratelli Grimm interpretata alla luce della psicologia del profondo, Queriniana, Brescia, 1995.

Drewerniaun E., Hansel e Gretel. La fiaba dei Grimm in una interpretazione psicoanalitica, tr. it., ECIG, Genova, 2002.


Franz (von) M.L., Il femminile nella fiaba, tr. it., Boringhieri, Torino, 1985.

Franz (von) M.L., Le fiabe interpretate, tr. it., Boringhieri, Torino, 1986.

Franz (von) M.L., Le fiabe del lieto fine, tr. it., Red Edizioni, Milano, 2004.


Genovesi G., La lettura, Le Monnier, Firenze, 1977.

Ghidelli C., Fiabe e creatività, La Scuola, Brescia, 1992.

Gioda P., Merana C., Varano M., Fiabe e intercultura, EMI, Bologna, 1998.

Gocci G., I racconti che curano. Incontro con la fiaba, Mirdad, Torino, 1996.


Lavinio c., La magia della fiaba tra oralità e scrittura, La Nuova Italia, Firenze, 1993.

Luthi M., La fiaba popolare europea. Forma e natura, tr. it., Mursia, Milano, 1979.


Marrone G., Fiaba e fumetto, due "Media" per il bambino, Seam, Roma, 1993.

Meletinskij E., La struttura della fiaba, tr. it., Sellerio, Palermo, 1977.

Mingoia E., Nel mondo della fiaba. Fra mito, favola e leggenda nell'immaginario infantile, Era Nuova, Perugia, 1997.


Nobile A., Il problema del pregiudizio nella narrativa fiabesca. Analisi critica in prospettiva criminologica, in "Rassegna di criminologia", n. 1-2, 1977.


Paolicchi P., La morale della favola. Conoscere, narrare, educare, ETS, Pisa, 1994.

Pisanty V., Leggere la fiaba, Bompiani, Milano, 1993.

Propp V., Morfologia della fiaba, tr. it., Einaudi, Torino, 1966.

Propp V., Le radici storiche dei racconti di fate, tr. It., Boringhieri, Torino, 1985.


Ricci R., Harry Potter. L'avventura di crescere. Psicologia dell'adolescenza e magia della fiaba, EDUP, Roma, 2002.

Ricotti Sorrentino M.A., Il regno lontano. Origine e significato delle fiabe, Panozzo, Rimini, 2003.


Santagostino P., Come raccontare una fiaba... E inventarne cento altre, Red Edizioni, Milano, 2003.

Salviati C.I., Raccontare destini, Einaudi, Torino, 2002.

Solinas Donghi B., La fiaba come racconto, Marsilio, Padova, 1976.


Thompson S., La fiaba nella tradizione popolare, tr. it., Il Saggiatore, Milano, 1994.

Trequadrini F., Semantica della fiaba e altri saggi, Edizioni Noubs, Chieti, 2001.


Valeri M., Critica pedagogica dei linguaggi narrativi, Guanda, Parma, 1967.

Varano M., Guarire con le fiabe. Come trasformare la propria vita in un racconto, Meltemi, Roma, 1998.


Zipes J., Spezzare l'incantesimo. Teorie radicali su fiabe e racconti popolari, tr. it., Mondadori, Milano, 2004.

 

La paura  potrebbe essere definita come un'emozione  primaria che l'individuo sviluppa a scopo difensivo in situazioni di pericolo reale o percepito. Le paure sono  stati d'animo frequenti e comuni nella vita dei bambini, accompagnano la loro crescita, inscrivendosi nel loro normale sviluppo psichico.  Possiamo anche affermare che le paure cambiano in relazione all'età; se nell'''infanzia ci si trova di fronte a paure di tipo più "irrazionale", crescendo esse diventano sempre più complesse e articolate, interessando più da vicino la sfera relazionale e sociale (la paura dell'inadeguatezza, dell'abbandono, del ridicolo). Di norma,con il semplice passare del tempo, le paure tendono a svanire; il bambino progressivamente acquisice competenze emotive e cognitivee che gli consentono di gestirle ed affrontarle efficacemente, limitamdo il loro effetto negativo. Se la maggior parte delle paure infantili possono definirsi "fisiologiche" quindi transitorie perchè tipiche di una determinata fase dello sviluppo psicologico, alcune possono diventare patologiche, tali da  costituire un limite alla vita del bambino, ostacolandone il normale sviluppo.Quando una paura persiste interferendo nella vita quotidiana del bambino,  diventa fobia, ad esempio la paura ingiustificata  di un oggetto, di una situazione che determinano in lui evitamento e angoscia, vanno trattatre con l'aiuto di un esperto in problematiche infantili.Il superamento di paure e fobie dipendono, oltre che dall'organizzazione cognitiva del bambino, dalle risposte dagli adulti e dal contesto sociale

La paura nelle fiabe e nelle favole.

Negli ultimi decenni si è creato un forte fraintendimento nei confronti delle paure infantili tale da indurre gli adulti ad evitare situazioni che possano spaventare i bambini... Sotto il profilo cognitivo la paura ha a che fare con lo sviluppo emotivo, funziona come campanello d'allarme di fronte ad un pericolo reale o percepito, il suo superamento e la ricerca di una soluzione per attraversare il pericolo, senza farci male ha a che fare con lo sviluppo cognitivo. Compito educativo degli adulti è sostenere il bambino  chiamandolo ad affrontare la paura, attraverso l'individuazione di  strategie  e soluzioni, ma anche attraverso l'uso fantastico della narrazione. Infatti le fiabe e le favole sono strumanti inestimabili in questo senso. Il lupo esiste più che mai, va riconosciuto ed affrontato. Non esistono lupi buoni, da salvare... Il lupo va eliminato. Ciò non ha nulla a che fare con l'educazione ambientale e al rispetto per gli animali. Il bambino lo comprende benissimo....

Aggiungo bibliografia sulla fiaba:

Argilli M., Ci sarà una volta. Immaginario infantile e fiaba moderna, La Nuova Italia, Firenze, 1995.
Bettelheim B., Il mondo incantato, tr. it., Feltrinelli, Milano, 1977.
Brasioli A., Un sasso, un orso e un chicco di riso. Perché raccontare le fiabe ai nostri bambini, Il leggìo, Venezia, 2001.
Calvino I., Sulla fiaba, Mondadori, Milano, 1995.
Cambi F. (a cura di), Itinerari nella fiaba, ETS, Pisa, 1999.
Caprettini G.P., Dizionario della fiaba. Simboli, personaggi, storie delle fiabe regionali italiane, Meltemi, Roma, 1998.
Carloni G., La fiaba al lume della psicoanalisi, in “Rivista di psicoanalisi”, n. 11, maggio-agosto 1963.
C’era una volta. Letture e prospettive del fantastico nell’editoria italiana contemporanea, Quaderno n. 15, suppl. a “Libri e riviste d’Italia”, settembre-ottobre 1981.
Cerina G., Cinque saggi sul fiabesco, CUEC, Cagliari, 1992.
Crispiani P., Andar per fiabe. Alla ricerca dell’immaginario perduto, Armando, Roma, 1989.
Cumella A., La fiaba nello sviluppo mentale del bambino, TEV, Caltanisetta, 2002.
Dallari M., La fata intenzionale. Per una pedagogia della fiaba e della controfiaba, La Nuova Italia, Firenze, 1992.
Danisi A., Lo specchio velato. Viaggio nel racconto fiabesco, Levante, Bari, 1992.
Dekker T., Koorvan der J., Meder T., Dizionario delle fiabe e delle favole, tr. it., B. Mondadori, Milano, 2001.
Drewerniaun E., Cenerentola. La fiaba dei fratelli Grimm interpretata alla luce della psicologia del profondo, Queriniana, Brescia, 1995.
Drewerniaun E., Hansel e Gretel. La fiaba dei Grimm in una interpretazione psicoanalitica, tr. it., ECIG, Genova, 2002.
Franz (von) M.L., Il femminile nella fiaba, tr. it., Boringhieri, Torino, 1985.
Franz (von) M.L., Le fiabe interpretate, tr. it., Boringhieri, Torino, 1986.
Franz (von) M.L., Le fiabe del lieto fine, tr. it., Red Edizioni, Milano, 2004.
Genovesi G., La lettura, Le Monnier, Firenze, 1977.
Ghidelli C., Fiabe e creatività, La Scuola, Brescia, 1992.
Gioda P., Merana C., Varano M., Fiabe e intercultura, EMI, Bologna, 1998.
Marrone G., Fiaba e fumetto, due “Media” per il bambino, Seam, Roma, 1993.
Meletinskij E., La struttura della fiaba, tr. it., Sellerio, Palermo, 1977.
Mingoia E., Nel mondo della fiaba. Fra mito, favola e leggenda nell’immaginario infantile, Era Nuova, Perugia, 1997.
Nobile A., Il problema del pregiudizio nella narrativa fiabesca. Analisi critica in prospettiva criminologica, in “Rassegna di criminologia”, n. 1-2, 1977.
Paolicchi P., La morale della favola. Conoscere, narrare, educare, ETS, Pisa, 1994.
Pisanty V., Leggere la fiaba, Bompiani, Milano, 1993.
Propp V., Morfologia della fiaba, tr. it., Einaudi, Torino, 1966
Propp V., Le radici storiche dei racconti di fate, tr. It., Boringhieri, Torino, 1985.
Ricci R., Harry Potter. L’avventura di crescere. Psicologia dell’adolescenza e magia della fiaba, EDUP, Roma, 2002.
Ricotti Sorrentino M.A., Il regno lontano. Origine e significato delle fiabe, Panozzo, Rimini, 2003.
Santagostino P., Come raccontare una fiaba… E inventarne cento altre, Red Edizioni, Milano, 2003.
Solinas Donghi B., La fiaba come racconto, Marsilio, Padova, 1976.


2011 1 feb

I nonni

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I ricordi della mia infanzia sono legati ai miei nonni paterni che nei primi anni della mia vita si sono particolarmente presi cura di me per il fatto che mia mamma aveva problemi di salute.

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Sono tre i ricordi della mia prima infanzia che mi stanno molto a cuore.
Il primo è legato alle vacanze. Con la mia amica della villeggiatura la sera andavamo sempre a casa di sua nonna e fuori dall’uscio, sugli scalini ascoltavamo le favole che ci raccontava.

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La mia esperienza come mamma mi ha molto aiutata nel lavoro con i bambini. Da immigrata ho avuto qualche difficoltà con la lingua italiana, così era molto utile per me vedere come svolgere un compito piuttosto che sentirne solo parlare.

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