La giovane e bella insegnante di musica, arrivava al nido con la sua chitarra chiusa nella sua casetta/involucro il mercoledì di ogni settimana suddividendo il suo tempo di 2 ore e 30 nelle tre sezioni.
I bambini la aspettavano con ansia e piacere alimentati dalle educatrici. il giorno e l'ora prima del suo arrivo... Elisabetta alle 9 puntualmente entrava nel grande atrio. Nella mano destra teneva la maniglia del contenitore della chitarra, salutava i bambini, si sedeva sul tappeto chiamandoli a se e dava inizio al rito...
"La chitarra sta riposando, adesso bussiamo alla porta della sua casetta e le chiediamo se vuole "giocare" con noi..." Qualche bambino si avvicinava audacemente, bussava lievemente, nella suspence collettiva... silenzio...Poi magistralmente Elisabetta estraeva un paio di note, inserendo una mano nell'involucro: La chitarra aveva accettato di giocare, i bambini saltavano e battevano le mani, mentre Elisabetta faceva uscire la chitarra lentamente e con cura, la accarezzava... e strimpellava un breve motivetto, sempre quello, che i bambini avrebbero memorizzato, previsto, ricordato... 10 minuti...Poi via... ognuno nella sua sezione, dove le educatrici avevano organizzato lo spazio e i materiali.
La maggior parte di essi erano stati realizzati con materiali di recupero nelle serate di lavoro con i genitori. I tempi erano stati suddivisi in modo tale da rispettare la reale disponibilità dei bambini alla concentrazione e all'attenzione per cui maggiore era il tempodedicato ai grandi e, a scalare, più breve il tempo dedicato ai piccoli..
Le attività, i materiali, le attrezzature sonore facevano riferimento ad un progetto elaborato da me e dall'insegnante di musica e perfezionato sotto il profilo organizzativo dalle educatrici, in sede di collettivo. Presentato successivamente nel Consiglio di gestione, aveva trovato nei genitori non solo degli interlocutori attenti ed interessati, ma anche delle persone disponibili a disegnare e a realizzare oggetti sia al nido che a casa, a seconda delle loro abilità e competenze.
Alle 11.30 Elisabetta rimetteva la chitarra nella sua casetta, dopo aver salutato i bambini con il motivetto che aveva segnato l'inizio della giornata musicale. I bambini più grandi la accompagnavano alla porta e poi correvano in bagno per le pratiche igieniche che precedevano il pranzo.
Il tunnel sonoro realizzato nella sezione dei bambini più piccoli ò una macro struttura arredo a forma tubolare che i bambini quando cominciano a gattonare utilizzano per il piacere di entrare ed uscire. All'interno di questo tunnel erano stati collocati oggetti di metallo, di legno, di plastica e di vetro rigidi dalle diverse sonorità che i bambini incontravano casualmente inoltrandosi nella struttura. Toccando gli oggetti estraevano dei suoni che li incuriosivano al punto tale da farli sostare all'interno per giocare oppure uscivano per rientrare ripetendo intenzionalmente l'esperienza.
La foresta sonora invece era una macro struttura alta circa un metro e trenta di forma cubica, collocata nella sezione dei bambini dai 12 ai 24 mesi, con un'entrata e una uscita, a cui si accedeva attraverso un percorso costellato di elementi sonori più comlpessi. I bambini comncinciano a camminare con movimenti sempre più sicuri, la loro posizione verticale permette loro di raggiungere altezze diverse, la loro manualità è più affinata, la loro curiosità e concentrazione sono più accentuate per cui il movimento è finalizzato alla scoperta, all'azione/reazione che sono implicito.
Il suono, il ritmo e il movimento nella sezione dei più grandi appartenevano all'esperienza che nasceva dall'aver conosciuto e maniploato il suono estrapolandolo dagli oggetti appartenenti alla realtà che ci circonda, il suono, abbiinato al movimento. diventava ritmo e i ritmo diventava melodia e musica. I bambini venivano invitati a muovere il corpo e a fermarsi seguendo il suono/ritmo/ pausa, all'inteno di geometrie e perimetri collocati nella sezione e utilizzando oggetti semplici come legnetti e coperchi.
L'ascolto della musica veniva proposto nei momenti di relax, in particolare quelli che precedevano il sonno pomeridiano o come sottofondo sonoro nella sezione dei piccoli. 
Luciana Torricelli - Modena -